NATIVITÀ, ADORAZIONI E PRESEPI TRA III E XIII SECOLO

“E questo ve ne sarà il segno: Voi
troverete il fanciullino fasciato,
coricato nella mangiatoia.”

Luca, I, II, 12

  Sono dette “Natività” le rappresentazioni iconografiche ispirate ai primi giorni di vita del Bambino Gesù. Il Figlio di Dio, da neonato, è presente già in espressioni artistiche risalenti all’Età Romana. Uno dei primi documenti è costituito dai resti di  pittura scoperti sul soffitto di una nicchia all’interno delle catacombe di Priscilla, sulla Via Salaria Nova. Maria è rappresentata mentre allatta il “frutto del suo ventre” (fig. 1).

fig. 1

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UNA LAPIDE ED UN CANTONALE DICONO …

Pagine di storia di San Marco in Lamis (Foggia)

 “Fa crescere nella verità
la tua Chiesa, o Padre”

       Lungo la vecchia “strada maestra” del mio paese, corrispondente al tronco orientale di Corso Matteotti (fig. 1), s’inseguono botteghe e negozi che offrono abbastanza varietà di mercanzia. Fanno da “civetta” alle singole attività commerciali ed ai luoghi di consumo insegne semplici e poco luminose, in materiali diversi. Nessun esercizio denunzia più vetusta età rispetto agli altri attraverso la struttura muraria esterna ed interna o attraverso scritte pubblicitarie in pietra, in bronzo, in ceramica.

   fig. 1fig. 1 Continua a leggere

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“S. MARIA DI STIGNANO” a 500 anni dalla ricostruzione voluta dal Pappacoda LA LAPIDE, LE STIGMATE, LA STORIA

“La storia è cronologìa con date e dati
da  coordinare.
Fatto  questo, le  situazioni  appaiono
subito chiare, trasparenti, vere”
(F. BOZZA)

 

       “S. Maria di Stignano”

1

s’annida lungo il tronco della  S.S. 272 che unisce San Marco in Lamis a San Severo di Foggia, poco dopo il Km. 5,150. Vuole la leggenda[i] che la prima cappella sia sorta nel 1350, in seguito alla miracolosa guarigione di Leonardo di Falco. Questo cieco, castelpaganese[ii], era solito sostare lungo la Via Sacra Langobardorum in attesa di pellegrini disposti a fargli l’elemosina. Forse a causa della calura o della stanchezza,  un giorno Leonardo venne preso dal sonno. Mentre dormiva, gli apparve la Vergine. La divina Madre gli comunicò di averlo guarito dalla cecità. Nei pressi avrebbe rinvenuto un Suo simulacro a cui era opportuno dare un miglior riparo. Continua a leggere

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L’orma dell’arcivescovo Orsini e la grotta di S. Michele a Cagnano Varano

di Antonio GUIDA

“C’era l’uso d’incidere … gli elementi
del simbolismo; nomi  grammatae…
F.P. FISCHETTI

 

  L’illustre domenicano Vincenzo Maria ORSINI, che dal 1724 al 1730 fu papa col nome di Benedetto XIII (fig. 1), 

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in giovane età è stato tra l’altro anche Presule di Manfredonia. Al tempo, però, era già Cardinale di S. Sisto, Protettore della Congregazione dei Canonici Regolari di S. Salvatore, Abate di S. Sofia in Benevento e di S. Pietro in Monforte, Prefetto della Congregazione del Concilio. Appassionato di studi storici, conosceva bene le Sacre Scritture e il Diritto Canonico. Di più, era anche un ottimo predicatore. Continua a leggere

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I SEGRETI DELLE PIRAMIDETTE

Significative  risulteranno, allora, sia  le analogie
che  le  differenze nelle  forme, nelle  decorazioni,
nella natura delle argille adoperate.”

E. DE JULIIS

  Vi sono “cose antiche” per le quali si devono escludere risposte categoriche circa il loro primo impiego ed il successivo uso. E’ il caso dei pesi fittili, raramente litici, oggetti facilmente  reperibili già  in superficie presso molte stazioni archeologiche occupate dall’Età del Bronzo recente fino alla piena Età Romana. La maggior parte di questi utensili ha forma tronco-piramidale, a base quadrata o rettangolare. La loro comune peculiarità è una foratura laterale che traversa l’intero corpo, proprio in prossimità della base minore. Pare che di lì passasse il filo dell’ordito, visto che comunemente le cosiddette “piramidette” vengono ritenute pesi da telaio. Continua a leggere

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Vieste, la perduta dal mondo

Vieste la perduta dal mondo

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Zizì Petre: 25 aprile 2015

a zio Pietro GUIDA

Zizì Petre

Zizì Pétre, quanne li tenéva,

ce mettéva a raccuntà li fatte.

Lu giurnale della vita sóva

te lu remmuccava chiatte chiatte.

Tra li cose che spisse diceva

stéva lu recórde della ‘uèrra.

Sópe la muntagna dellu Carse

l’èvene ‘mpussate sótta tèrra,

fitte fitte inte ‘na trincèa

sènza ma’ ajavuzà la ciocca.

Se ce azzardava a jascì fòre

pigghiava ‘na bèlla padda ‘mmócca.

Lu rance? … ‘Na vòta a settemana!

D’acqua n’arrevava ‘nu varlòtte

che durava, scì o nó, tre jurne.

Inte ‘ddu fósse n’èvene iòtte!

‘Na séra che stévene assetate,

hanne viste ‘na bèlla pantana.

Chiane chiane, struscianne pe ‘nterra,

so’ sciulate fis’è alla chiana.

So’ abbuverate fine fine!

La notte non ce sònne accòrte

che non èva acqua de pantana,

ma ‘na pòzza de sagne delli mórte.

Zizì Pétre ce fermava a dice

sule se li scappava lu chiante.

‘Gni lacrema jèva tante ‘ròssa:

inte ce stéva la storia delli fante.

Antonio GUIDA

San Marco in Lamis, 25 aprile 2015

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Vieste Lega Navale Italiana- L’ora dei poeti…era ora!

vieste 1 Continua a leggere

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Filetto da Monte Sant’Angelo

filetto  Questa  triplice cinta sacra la si trova a Monte Sant’Angelo, in Via Arco di Pirro. A  segnalare  il filetto è stato il prof. Antonio Pirro.  Che strana casualità!

Per maggiori delucidazioni vi invito a leggere un precedente articolo presente in  questo blog a cui potete accedere con il link indicato in basso

LA TRIPLICE CINTA SACRA con breve nota storica su Santa Maria di Pulsano

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La lapide esterna di Stignano

“Era giusto che molti e più romei, dopo
aver attraversato  la  pianura assolata
e affrontato le prime salite del monte,
facessero colà sosta …”

(P. SOCCIO- T. NARDELLA)

 A Stignano, sulla parete esterna orientale della chiesa v’è affissa una lapide che ricorda la ristrutturazione del più antico ma fatiscente consacrato intestato a S. Maria (fig. 1). L’opera di ricostruzione fu fortemente voluta da Ettore Pappacoda,nobile napoletano proprietario del feudo. Fu Ferdinando II d’Aragona ad assegnargli le terre di Larino, di Castelpagano ed altre ancora col Privilegio del 30 settembre 1496.

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